Ecc’aallà, ci risiamo.
Caduto il lodo Alfano, abbiamo seriamente corso il rischio che il nostro caro Premier B. dovesse presentarsi in tribunale a difendersi da processi inventati da quei marxisti dei magistrati italiani.
E invece no: è stato presentato ieri al Senato un nuovo ddl riassumibile cosi:
“Prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pm senza che sia stata emessa la sentenza”
Che significa?
Semplice: per tutti quei reati la cui condanna prevista non superi i 10 anni di reclusione (tra i tanti, ricordo: abuso d’ufficio, corruzione semplice in atti giudiziari, rivelazioni di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, intercettazioni illecite, sfruttamento della prostituzione, violenza privata) nel caso in cui entro 2 anni dalla formulazione dell’imputazione da parte di un pubblico ministero non venga emessa la sentenza che definisce il giudizio di primo grado , nonché nel caso in cui entro 2 anni dall’emissione della sentenza del primo grado non venga emessa sentenza da parte della Cassazione (secondo grado), allora il processo verrebbe ESTINTO! E l’imputato sarebbe quindi prosciolto da ogni accusa.
Dovesse passare questa legge infame, i processi legati al Caso Mills e quelli legati ai diritti tv mediaset sarebbero già finiti da tempo a causa della prescrizione breve.
Oltre ai processi di B. anche altri processi “famosi” potrebbero usare questa scappatoia (che tra l’altro la legge non ritiene “obbligatoria”: se qualche stolto decidesse di non usufruirne, presentando richiesta scritta sarebbe libero di farsi processare con la prescrizione “lunga”…): il caso Cirio, dell’imputato Cragnotti, o il caso Parmalat, dell’imputato Tanzi sono 2 tra i processi che non vedranno mai una sentenza definitiva.
Ma anche il processo ai “furbetti del quartierino” per le scalate alle banche, o anche il processo alla ThyssenKrupp di Torino, o anche il processo per le morti causate dall’amianto della Eternit, e tutti i processi contro la politica e la Pubblica Amministrazione: la corruzione non è stata infatti inserita nelle eccezioni per la prescrizione breve!!
Tra queste eccezioni, che quindi NON potranno usufruire della prescrizione breve, oltre ovviamente ai reati per mafia, di associazione a delinquere, di incendio doloso o di furto (il furto no e la bancarotta fraudolenta si???), compare anche il reato di immigrazione clandestina.
RICAPITOLANDO: Se sei un immigrato clandestino e ti beccano, sarai processato al 100%. Se sei un ladruncolo e scippi una vecchietta e ti beccano, sarai processato al 100%. Se sei un imprenditore e scappi all’estero col malloppo della tua azienda dichiarando bancarotta (fraudolenta), e ti beccano, al 100% NON sarai processato perché il tuo reato cadrà in prescrizione breve.
E con lo scudo fiscale, potrai anche riportare in Italia i tuoi soldi LEGALMENTE.
“E vabbè, ma se sei pregiudicato non potrai usufruire della prescrizione breve!”
Vero. Ma chi NON è attualmente pregiudicato (e B. NON lo è: ha 6 preiscrizioni, colpevole ma incensurato) e dovesse commettere un crimine di quelli per i quali è garantita la prescrizione breve, rimarrebbe in tale status di NON pregiudicato e potrebbe continuare a delinquere in un loop di crimini-processi-prescrizioni.
Evviva l’Italia.



























E’ il caso di Grigory Toporov, un cittadino russo di 47 anni: a causare la fine del matrimonio è stata la rottura del suo attributo. Si è spezzata la protesi del pene che si era fatto installare per soddisfare la moglie. Toporov, avendo qualche problema di dimensioni, si è rivolto a uno specialista di Voronezh, nel sud della Russia. Il suo unico obiettivo era quello di soddisfare sua moglie sotto le lenzuola.






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